Meglio il Sushi di Santoro

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Ieri sera ero a mangiare sushi con la mia ragazza, la TV non la guardo da troppo per ricominciare con Santoro. Oggi, dopo pranzo, però, non ho resistito e ho visto qualche spezzone qua e là che hanno confermato quanto mi aspettavo.

Berlusconi è un animale da palco scenico: da solo tiene testa a tutti, ride degli altri e di sé tirando fuori una spocchia e un’arroganza che da tempo non gli si leggeva in faccia. Tutto è calcolato nei minimi dettagli: le battute giuste, i toni da cabaret per poi arrivare fino a sostituirsi a Travaglio sulla sua stessa scrivania. Fatemi dire che fare Travaglio ci vuole davvero poco, anzi nulla, e se B. si fosse soltanto letto un paio di volte in più quelle pagine (copia/incolla da Wikipedia) sarebbe stato ancora più eclatante;

Santoro deludente: non sono un conduttore televisivo e 9 milioni di ascoltatori sono cifre pazzesche, ma se dopo 20 anni che aspetti questo momento il tuo ospite pulisce platealmente la sedia del tuo giornalista di punta per me l’ospite va fuori in un programma che vorrebbe essere serio. Il rispetto prima dell’audience. Servizio Pubblico si conferma ottimo cabaret, pessimo programma giornalistico.

Travaglio debole: sono tornato indietro 3 volte per ascoltare il pezzo in cui ammetteva che non sapeva cosa chiedere a Berlusconi (minuto 6, dopo qui: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2iTzwwNf6LM#! ). A parte la battuta non ho sentito domande davvero incalzanti e provocatorie, nulla di sorprendente, mi aspettavo che nella serata della sua vita esagerasse, invece nulla. Insomma deludente.

Capitolo donne penoso: ho la netta sensazione che Santoro abbia piazzato al centro del suo studio le giornaliste Innocenzi e Costamagna nella sola speranza che B. cadesse nel tranello di rivolgere loro qualche battuta sessista. Peccato che il Cavaliere non sia proprio (del tutto) fuori di testa e il giochino non sia venuto.

Insomma il sushi è meglio di tante cose, soprattutto di Servizio Pubblico: ah dimenticavo, ieri sera  B. tra una battuta e una risata sembra abbia guadagnato un paio di punti percentuali, grazie Santoro!

 

Leggi, toccati e buon anno!

Prima di cominciare a leggere questo post toccatevi (mi raccomando con la destra). Perché non sono superstizioso ma non esserlo porta male.

Questo post non pretende di predire il futuro, nemmeno di riassumere la situazione politica italiana, vuole solo raccontare un presentimento personalissimo e “moderatamente ottimista” enfatizzato dall’inizio dell’anno nuovo.

Il presentimento è “moderatamente ottimista” perché:

ImmagineBerlusconi è il solito pagliaccio: mollato dai suoi stessi uomini, non più credibile davvero per nessuno. Non per questo prenderà pochi voti: a mio avviso il PDL sarà il secondo partito del Paese;

 

 

ImmagineLega: non si è più ripresa dalle penose vicende della Regione Lombardia, buonanotte (tranne in Lombardia stessa, grottescamente);

 

 

 

 

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Grillo crolla rovinosamente nei sondaggi: è di oggi la perla di Casaleggio che lo descrive come un Gesù del XXI secolo, ma l’esempio della Giunta Pizzarotti a Parma è l’esempio che di chiacchieroni si tratta http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-04/pizzarotti-perde-anche-battaglia-132702.shtml?uuid=Ab1xpIHH;

 

 

 

Ingoia: no comment, penoso, penoso, penoso: lui, Di Pietro…

ImmagineMario merita un discorso a parte.

Ho il presentimento (ottimista e in controtendenza) che la “Lista Civica con Monti per L’italia” (nome e simbolo imbarazzanti, da rabbrividire…) prenderà tanti pochi voti rispetto a quello che si sente in TV da Mentana. Il mio giudizio è corroborato ogni qual volta metto piede in un bar: cerco sempre qualcuno che voti Mario, ma nemmeno uno.

Nemmeno Stefano che al bar prende solo il caffè macchiato (senza zucchero) e non legge mai la Nazione lo vota. “Persona seria, sicuro, ma è buono solo ad alzare le tasse” “Vota PD, allora” gli dico io “No, i rossi mai”.

 

Preoccupante rimane, in effetti, un episodio: mai si era visto un endorsement così esplicito da parte dei Cardinali Bagnasco e Bertone, seguito da un pubblico ringraziamento di Monti. Questo è preoccupante, sì, ma nessuno mi venga a dire che la Chiesa oggi ha la stessa influenza degli anni ’60, di grazia.

Poi mi domando come si faccia a parlare di Lista Civica con queste facce. Non aggiungo gli insulti, pensateci voi:

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Intanto il PD ha rilanciato con le Primarie e quello che ne è uscito fuori è una risposta chiara: giovani, donne e società civile. Tantissimi volti nuovi, qualche veterano, una improponibile( http://nonsiamoalbar.wordpress.com/2012/12/18/primarie-parte-2-scegli-i-parlamentari-pd/). Mi sembra un risultato incredibile frutto di un lavoro capillare sul territorio. Fatemi ringraziare soprattutto i Giovani Democratici che ce l’hanno fatta: complimenti e buon lavoro.

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Bersani incontra pure Renzi (alla faccia dei gufi…) e sfata il mito della “Sinistra litigiosa”, candida Piero Grasso per ribadire il ruolo centrale della lotta alla mafia e avvia la Campagna “L’Italia Giusta” (che, udite e udite, non è nemmeno così impresentabile).

Insomma io ci credo, voi toccatevi.

Primarie parte 2: scegli i Parlamentari PD

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Un mese dopo la sfida per l’elezione del candidato Premier del centrosinistra per le prossime elezioni, il PD propone la possibilità di scegliere i propri Parlamentari.

Sinteticamente ecco le regole delle “Parlamentarie”:

CHI VOTA

Possono votare tutti coloro che hanno votato alle Primarie dello scorso 25 Novembre oltre agli iscritti al PD del 2011 (che potranno rinnovare la tessera in questa occasione se non l’avessero ancora fatto);

QUANDO SI VOTA

La data prevista è quella di Sabato 29 Dicembre. Alcune Regioni potrebbero, però, decidere di spostare il tutto a domenica 30 Dicembre.

Perché proprio in questa data infelice? Ecco la risposta: https://www.youtube.com/watch?v=Rn5_WlAQ3zE

CHI NON PUO’ CANDIDARSI

Non potranno candidarsi i Sindaci di Comuni con più di 5 mila abitanti, i Presidenti di Provincia, gli Assessori e i Consiglieri Regionali;

“LISTINO” BERSANI

Bersani, come Segretario del PD e candidato Premier, avrà la possibilità di nominare il 10% dei Parlamentari (30 dei potenziali 300). Un “listino” di componenti della societa’ civile che dovrebbe comprendere eccellenze ma anche, ad esempio, la candidatura di un giovanissimo. Bersani avrà poi a sua disposizione i capilista (47 tra Camera e Senato) che potranno essere scelti tra i partecipanti alle primarie.

DEROGHE

Il regolamento del PD prevede un massimo di 3 legislature per ogni Parlamentare. Hanno chiesto ed ottenuto la deroga per competere alle Primarie: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Cesare Marini, Giorgio Merlo, Franco Marini, Mauro Agostini, Beppe Fioroni, Giuseppe Lumia, Maria Pia Garavaglia e Gianclaudio Bressa.

PARITA’ DI GENERE

Per tutelare la parità di genere, è prevista la doppia preferenza e l’obbligo di garantire il 33 per cento della presenza femminile nelle liste.

UN COMMENTO

Il PD è stato l’unico Partito che ha creduto fino in fondo nelle Primarie, in uno strumento che permette ai cittadini di scegliere il proprio candidato Premier e adesso anche i propri rappresentanti in Parlamento.

Questo significa partecipazione autentica e anche l’umiltà di una Politica che sa chiedere e domandare senza la presunzione di essere sempre dalla parte del giusto.

PS: potevamo essere perfetti ma, tranquilli, abbiamo deciso di candidare la Bindi per dimostrare che siamo umani.

Stati Uniti d’Europa: we are coming!

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E’ un profumo di Sinistra matura e di Europa unita quello che ho respirato ad Ernsthofen, Hessen, nel nord ovest della Germania. In una valle gelida, innevata e sperduta sono stato ospite degli Jusos, la giovanile dello SPD, per un’iziativa che ha visto presenti giovani iscritti alle giovanili dei principali partiti progressisti di tutta Europa, tra cui i Giovani Democratici.

Under 30 Tedeschi, Danesi, Finlandesi, Lettoni ed Italiani: i ragazzi che si sono presentati a questo convegno dal titolo “What kind of Europe?” hanno avuto la possibilità di visitare la Borsa di Francoforte, discutere con economisti e Parlamentari del Bundestag e dell’Unione Europea dello SPD e confrontarsi sul futuro dell’Europa.

“What kind of Europe?”: abbiamo cercato di dare una risposta comune a questa domanda partendo dal confronto reciproco sulle dinamiche interne  e i problemi dei nostri Paesi. Abbiamo discusso di economia e democrazia, di lavoro, disoccupazione, politiche giovanili, ecologia e politica estera.

Ecco un po’ di risposte e idee, sognando con i piedi per terra, un po’ come fa chi non va al bar.

Europa Democratica: l’Europa deve rilanciare sul tema della partecipazione dei cittadini. Non basta l’eurofideismo e va combattuto l’euroscetticismo con una seria critica al vigente sistema europeo. L’obbiettivo è costruire gli Stati Uniti d’Europa: una grande confederazione di Stati con tante e radicate culture e tradizioni disposti a cedere una parte della propria sovranità nazionale per una forza politica maggiore capace di avere un peso specifico rilevante nel mondo globalizzato. Tra il capitalismo USA e il Comunismo Cinese vogliamo un grande Stato Sociale Europeo basate sul welfare state.

Proprio per questo è necessario provvedere a modificare i meccanismi democratici cosicché questi permettano ai cittadini di votare non soltanto i Parlamentari ma per una coalizione con una proposta Europea comune.

Politica Estera: l’Europa deve avere la forza politica di lottare convintamente per la pace nel mondo. Il nostro contributo, ad esempio, per la pace in Israele non può essere secondario a quello degli Stati Uniti o della Russia. Due popoli, due Stati, in estrema sintesi, l’auspicio delle giovanili progressiste.

Economia: l’obbiettivo della politica economica portata avanti dai partiti progressisti Europei deve essere uno sforzo verso la ridistribuzione della ricchezza. Far pagare di più la crisi a chi ha di più non è soltanto uno slogan, ma deve tradursi in fatti concreti.

La visita guidata alla Borsa di Francoforte è stato per questo un segnale importante. Non possiamo più permettere che il mercato azionario prosegua senza essere regolato e limitato nelle sue azioni speculative. Tutti siamo d’accordo nel rilanciare la Tobin Tax: un sistema di tassazione sulle transazioni finanziarie.

Italia: sono arrivato ad Ernsthofen e mi hanno accolto le esternazioni di Passera, poi a seguire le dimissioni di Monti e per concludere l’ennesima candidatura di Berlusconi. Non mi devo dilungare, credo, sul senso di frustrazione per le risate che hanno avvolto l’ultima notizia. Credo sia più importante dire invece che le stesse risate, davvero odiose, le ho sentite parlando del problema della mafia nel mio Paese, ma in quel caso ho fatto capire che di divertente non c’era nulla e che in Italia, malgrado tutti i problemi che può avere, la voglia di combattere la mafia c’è e che ci sono uomini e donne che ogni giorno muoiono e rischiano la vita per questo.

Monti: il Governo “tecnico” è altamente rispettato anche dalla socialdemocrazia europea. Credo si debba capire che è necessario coniugare con politiche di sinistra un modo di governare il Paese con senso di responsabilità e competenza in ottica Europea. Sono certo che quello di Bersani sarà un governo che in questo senso sarà proiettato verso l’Europa sostituendo il rigore con la crescita ma senza dimenticare che il debito italiano oltre il 120% rimane un’anomalia che va risolta.

Da dove si riparte allora? 

Il massimo comun denominatore che contraddistingue ogni singolo Stato rappresentato a questo congresso è la totale disaffezione verso la politica che produce una deriva populista.

La riflessione che sorge spontanea è che allora il successo in Italia del Movimento 5 Stelle non è soltanto causato dal tasso di corruzione così elevato nel Paese. Questo non vuole certo minimizzare l’importanza di ripristinare un codice morale nel mondo della politica, ma serve semplicemente a capire che forse si è consolidata un’idea non così esatta della causa profonda di questo fenomeno.

La testimonianza dei ragazzi Finlandesi ne è l’esempio lampante: pochissimi episodi di malaffare nel loro mondo politico, ma una forte astensione alle urne e un forte senso di lontananza dalla vita politica collettiva che si traduce in un voto di protesta raccolto dai movimenti antieuropeisti.

La risposta dei progressisti allora è: più Europa (con più partecipazione). Solo così saranno più concrete le azioni della politica e solo così i cittadini (europei) potranno vedere concretizzate le proprie aspettative.

L’Europa sta attraversando un momento difficile, ma ne usciremo più forti di prima con gli Stati Uniti d’Europa.

Sei ancora in tempo

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Al bar lunedì parecchi dicevano di aver votato Renzi più o meno convintamente e, anche se non aveva vinto, il ballottaggio era già un grande risultato.

“Ora li manda tutti a casa lui questi. Finalmente qualcuno che parla semplice, è giovane e ha smosso l’apparato”. Tra questi tanti volti conosciuti come quello di Paolo.

Paolo una vita fa era iscritto nel PCI e lo ha sempre votato, nel ’94 non si era fidato di Berlusconi e poco più di un anno fa aveva festeggiato la caduta del suo ultimo Governo.

Paolo lo conosco, ha poco più di 50 anni ed è uno di sinistra sul serio, un lavoratore onesto in difficoltà per colpa della crisi, come tanti altri. E’ arrabbiato col Governo Monti,  la sua piccola impresa è soffocata dalla tasse e non ce la fa più a tollerare D’Alema, la Bindi e Letta in Parlamento.

Ecco io scrivo per quelli come Paolo, perchè si può prendere un abbaglio una volta (non due) e domenica voglio che ci ripensi e voti Bersani.

Ripensaci, Paolo, innanzitutto perché Bersani di cose ne ha già fatte tante, è un uomo semplice ed onesto e ti puoi fidare che il rinnovamento sarà capace di farlo, davvero.

Ripensaci perché di furbi tutto sorrisi e niente fatti ne abbiamo già visti e non è andata mai bene. Serve competenza, credibilità ed esperienza per uscirne:

http://nonsiamoalbar.wordpress.com/2012/11/04/poche-chiacchiere-molti-fatti/

Ripensaci perché, se non lo conosci bene, ti racconto qualcosa io su Renzi:

1)    E’ diventato Presidente della Provincia di Firenze nel 2003 per mano di Rutelli: accordo spartitorio in grande stile vecchia repubblica

2)    In Consiglio comunale non si presenta proprio: le sedute a cui è stato presente si contano sulle dita di una mano. Tanto da dimenticarsi che per esempio Sel non è più in coalizione come ripete sempre, sapendo di mentire, “a Firenze governiamo con SEL”

3)     I famosi 100 Punti per Firenze (come i 100 giorni per le prime promesse per l’Italia): un elenco di problemi irrisolti per colpevole incapacità amministrativa.

3) Un esempio? La mobilità: molte piste ciclabili annunciate non sono scatenai fatte e le linee 2 e 3 della Tramvia, dopo 4 anni. Perché? Per non avere “impopolarissimi” cantieri aperti in città.

4)    Dall’ arrivo di Renzi a Palazzo Vecchio, i debiti del Comune di Firenze sono aumentati del 50% (http://pubblicogiornale.it/politica/comune-firenze-corte-dei-conti-renzi/).

5)    Renzi straparla di “merito”, ma a lui piacciono prima di tutto gli amici, i suoi amici. L’amico d’infanzia Carrai, per nomina diretta di Renzi è divenuto Presidente della municipalizzata Firenze Parcheggi, ma anche consigliere d’amministrazione del Gabinetto Vieusseux, ma anche consigliere della Cassa di Risparmio di Firenze (ente azionista di Banca Intesa San Paolo).

6)    Non mi fido di chi ha scelto come spin doctor e primo consigliere Giorgio Gori il Guru responsabile delle 3 reti Mediaset. E’ Gori che gli invia “sms” durante i programmi TV, che elabora gli slogan, che ha inventato i “format” della Leopolda, che dal piccolo democristiano dirigente di partito ha tirato fuori il nuovo imbonitore di folle, pieno di battute e “slogan” ossessivamente ripetuti in TV, alla radio, nei comizi.

7)    Pochi giorni prima del ballottaggio il suo comitato organizza (“a sua insaputa”) una campagna su molti giornali nazionali per chiedere che chi non si è ancora iscritto alle Primarie possa votare. Dopo il “niet” del Garante il suo staff parla di “leggi bulgare” (un po’ come le “toghe rosse” invocate da qualcun altro). Il prezzo della campagna è di 100.000€ pagato dalla Fondazione Big Bang la quale non rende pubblico la provenienza dei propri fondi.

Caro Paolo, domenica potrai liberamente votare chi preferisci e, per me, rimarrai comunque un uomo di Sinistra ma, tra qualche anno magari, potrò dirti: “Te l’avevo detto”.

Ripensaci: domenica vota Pierluigi Bersani.

Amici miei… in Parlamento!

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Renzi: “Amici miei, in Parlamento”: http://www.youtube.com/watch?v=7aVaUE1Sn4Y

Non voglio farla lunga, credo che il video parli da solo, ma permettetemi di mettere soltanto l’accento su un paio di punti.

Al bar, spesso, capita di incontrare Franco, il piazzista.
Sapete da cosa si riconosce il piazzista? Da come muove le mani. Le fa ruotare quasi ipnotizzando e lo fa sorridendo beffardo per ricordarti che il suo mestiere – quello del piazzista – è qualcosa che si impara con tanto lavoro e tanta fatica, dopo anni interi passati a piazzare gente qua e là (minuto 0:35).
Il piazzista è simpatico, sorridente, disponibile e soprattutto ha tanti amici e al bar offre sempre il cappuccino a qualcuno.

Cosa fa il piazzista? Gioca a scacchi, conta, si prepara a qualsiasi possibilità. In ogni caso lui ha pronte delle marionette, che spesso chiama “amici”, da disporre qua e là così da poterle chiamare al momento opportuno: magari per sé, magari per aiutare qualche altro amico.

Ecco, di piazzisti in questo Paese se ne sono visti tanti, mamma mia quanti, dal Dopoguerra in poi, di nuovo lo stesso sbaglio, vi prego, no.

Rompiamo il silenzio: basta bombe su Gaza

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Riporto il comunicato di un gruppo internazionale che vive nella Striscia di Gaza e lavora negli ambiti del giornalismo, dei diritti umani, dell’educazione, dell’agricoltura che potete ritrovare sul sito nazionale ARCI.

Lo faccio perché, da cittadino Europeo, mi vergogno del silenzio assordante del mondo politico incapace di condannare con fermezza ed in maniera unanime questo attacco spropositato di Israele contro il popolo Palestinese. Mi vergogno di aver ricevuto pochi mesi fa il Nobel per la Pace e non lottare perché questa prevalga sulla violenza e sull’odio. Ogni secondo che passa, ogni parola di condanna non pronunciata, è un silenzio-assenso che farà altre vittime, anche civili, anche bambini.

I raid israeliani entrano nel quinto giorno e per la gente di Gaza è «il giorno della strage degli innocenti»: dieci bambini vittime dei raid in poche ore malgrado il coprifuoco autoimposto

Mercoledì, 14 Novembre 2012

Alle 15.35 di oggi Gaza è stata scossa da molteplici attacchi militari israeliani lanciati da droni, elicotteri apaches, caccia F16 e navi militari. Una delle prime persone uccise è stata Ahmed Al Jabari, comandante in capo dell’ala militare di Hamas. Le fazioni palestinesi hanno giurato vendetta e i militanti hanno sparato dozzine di razzi verso Israele. Dopo il primo attacco, le forze aree israeliane hanno condotto più di 50 bombardamenti su tutta la Striscia di Gaza che hanno causato almeno 8 morti, compresi 2 bambini e un neonato. Il Ministro della Salute ha inoltre dichiarato che più di 90 persone sono state ferite.

Cresce il timore che Israele possa lanciare un’offensiva di terra su larga scala, paura alimentata dal lancio di volantini nel Nord della Striscia da parte dell’esercito israeliano che annunciavano un’imminente invasione via terra dell’area.

Israele ha lanciato l’operazione denominata “Pillar of Defence” questo pomeriggio con l’uccisione mirata di Al Jabari la cui macchina è stata bombardata nell’area di Thalatin a Est di Gaza City. Mohammad Al-Hams, la guardia del corpo di Al Jabari che viaggiava con lui in macchina è rimasto gravemente ferito ed è morto poco dopo in ospedale. In seguito a questo attacco, una serie di bombardamenti è stata lanciata in tutta la Striscia di Gaza, colpendo aree abitate a Khan Younis, Tel Al Hawa, Sheikh Zayed Square e At Twan nel nord di Gaza, Al Sabra a Gaza City, Rafah, Beit Lahia, Khuza’a, al Bureij.

Le navi da guerra israeliane sono entrate nel mare di Gaza e si sono posizionate vicino alla costa, sparando verso terra. Si moltiplicano le ipotesi secondo cui l’offensiva si prolungherà per diversi giorni e il Primo Ministro israeliano ha dichiarato che è pronto a espandere l’operazione. In una conferenza stampa tenuta oggi il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato: “le provocazioni che abbiamo subito e il lancio dei razzi verso gli insediamenti nel sud di Israele ci hanno costretto a intraprendere quest’azione. Voglio che sia chiaro che i cittadini israeliani non ne subiranno le conseguenze. L’obiettivo è di fermare i razzi e danneggiare l’organizzazione di Hamas”. Nonostante ciò, la maggior parte delle vittime di questo attacco sono state civili. La popolazione di Gaza si è rifugiata nelle case e il personale della maggior parte delle organizzazioni internazionali è sotto coprifuoco.

Gli ospedali di tutta la Striscia sono stati invasi dalle vittime degli attacchi. Nella conferenza stampa tenuta di fronte all’ospedale Al Shifa, il Dr Mafed El Makha El Makhalalaty, Ministro della Salute, ha spiegato che gli ospedali soffrono delle carenze causate dalla prolungata chiusura della Striscia di Gaza e dal crescente numero di attacchi avvenuti nelle ultime settimane, in cui molti bambini sono stati uccisi. Gli attacchi di oggi hanno lasciato gli ospedali privi di medicine e forniture mediche. Inoltre, ha sollecitato un intervento immediato da parte della comunità internazionale per fermare il massacro.

La stampa araba riporta che gli ospedali nel Sinai sono stati posti in stato di allerta per affrontare l’emergenza e ricevere i feriti di Gaza.

La popolazione terrorizzata di Gaza sta subendo i continui attacchi di droni, bombardamenti, fuoco navale di questa offensiva militare indiscriminata e sproporzionata. Rimane imprigionata all’interno della Striscia di Gaza e costituisce un facile obiettivo nella guerra controllata a distanza.

Ci rivolgiamo alle persone di coscienza in tutto il mondo perché si oppongano a questa aggressione illecita contro i civili palestinesi.

La comunità internazionale deve intervenire con urgenza per fermare questi violenti attacchi.

Rise up Europe!

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Le manifestazioni di oggi in tutta Europa hanno nomi, bandiere e colori diversi come di rado se ne vedono. Il filo conduttore, però, che tiene uniti lavoratori, studenti, forze sindacali e rappresentanze studentesche è una lotta convinta ad una politica di austerity adottata dalla quasi totalità dei Governi in Europa per fronteggiare la crisi, ma sterile nei risultati.

Le piazze sono così variegate che si riescono a trovare Euroscettici che chiedono di tornare al vecchio conio (i classici amici del bar, ma di quei bar meno raccomandabili…) per ripristinare chissà quale stato di benessere, fino a chi comprende che l’Europa è vitale ma che deve prendere una strada diversa.

Ecco perché lo slogan più significativo di queste manifestazioni è “Rise up“: la voglia di far rialzare la testa agli Europei dopo la batosta di una crisi finanziaria che ha colpito tutti ma che è stata provocata da pochi (l’avevo raccontato meglio qui: http://nonsiamoalbar.wordpress.com/2012/09/06/di-crisi/ ). In realtà questo non è soltanto uno slogan ma una campagna promossa dalle giovanili di partiti di tutta Europa, in Italia dai Giovani Democratici che hanno promosso questa petizione popolare da diverse settimane: http://www.giovanidemocratici.net/doc/244559/mobilitazione-nazionale-rise-up-il-13-14-ed-il-20-21-ottobre.htm.

Credo che oggi sia stato centrato un obbiettivo: un coordinamento internazionale di lotta all’austerità che ha visto manifestazioni contemporanee finalmente in tutta Europa per chiedere diritti per studenti e lavoratori italiani, tedeschi, spagnoli, greci, finlandesi senza egoismi. Insomma una lotta verticale e non orizzontale (come qualche imprenditore illuminato ha provato ad innescare a Pomigliano…).

Ecco perché il campo dei progressisti deve muoversi coeso a livello Europeo per appiattire le differenze nel mondo dell’istruzione e del lavoro seguendo la via di investimenti mirati, senza più sprechi e con controlli rigorosi, ma con in testa l’idea di un’Europa dei diritti, che non può competere sul piano della quantità ma che deve essere leader nella qualità.

Insomma: Rise up Europe!

PS: chi domattina andasse al bar e incontrasse l’amico Bruno (presente ogni mattina in ogni bar che si rispetti), quello che parla esclusivamente degli scontri dei “black block” o dei “giovani dei centri sociali”, per favore, tirategli il caffè in faccia, ve ne offro uno io il giorno dopo.

I Fantastici 5: and the winner is…

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Dopo un confronto TV che spero abbia definitivamente affossato quella caciara indegna che sono i talk-show politici (“cose da bar”), mi sono acceso una sigaretta e mi sono chiesto: “Ma chi ha vinto?”, poi c’ho pensato bene e ho provato a fare una sintesi, ve la propongo.

  Tabacci: indiscutibilmente il più in forma della serata. L’uomo che dovrebbe rappresentare l’ala “soft” del PD, quella cioè filo-Montiana e più vicina al centro, è combattivo e capace di smarcarsi dall’attuale Governo. Sostiene l’introduzione dell’IMU ma ritiene il Patto di Stabilità da superare, così come la Riforma Fornero. Il suo Governo sarebbe composto da SEL fino ad UDC. Fortemente antidemagogico (uno non da bar, bene), è apparso molto concreto: vorrebbe dimezzare il numero dei deputati e dei senatori ma difende convintamente il finanziamento pubblico ai Partiti surclassando Renzi sul tema. Come direbbe qualcuno, Compagno Bruno.

IMU:si; PATTO DI STABILITA’: si, ma da aggiornare; RIFORMA FORNERO: andare oltre per crescere; PROMESSE: abbassare Spread; MARCHIONNE: supercazzola DIRITTI: no matrimonio, no adozioni coppie gay; ISTITUZIONI: metà Senatori e Deputati, no Privince, rimborso elettorale dimezzato;

 Puppato: ottima prestazione, riesce a mettere l’accento su temi “diversi”: parla di patrimoniale per ridistribuzione della ricchezza, di investimenti per la sicurezza del territorio, ricerca e formazione. Il cavallo di battaglia è certamente la green economy, elemento imprescindibile di civiltà ma anche strumento occupazionale per uscire dalla crisi. Nei 2 minuti ipotetici di conversazione con Marchionne concessi in TV, infatti, Laura Puppato chiederebbe a Marchionne di investire su auto ecologiche e meno inquinanti. Puppato è l’ala ecologista.

IMU: si con patrimoniale; PATTO DI STABILITA’: si; RIFORMA FORNERO: ingiusta, rivedere il capitolo pensioni; PROMESSE: investire in ricerca; MARCHIONNE: investi in auto ecologiche DIRITTI: matrimonio coppie gay, non sa su adozioni; ISTITUZIONI: bilanci partiti trasparenti, no scorte per chi non è minacciato, no auto blu per dirigenti;

 Bersani: è evidentemente il più preparato ma sembra che non abbia l’entusiasmo per dimostrarlo. Innegabile che il Segretario del PD non sappia “bucare lo schermo” (Makkox ci scherza così: http://www.ilpost.it/makkox/2012/11/13/papa-giovanni/), gioca la sua partita sulla serietà e la concretezza del suo progetto: alleanza tra progressisti (PD e SEL) e, possibilmente, moderati (UDC). E’ l’unico, comunque, capace di parlare di lavoro, liberalizzazioni, esodati, lotta alla mafia, rivoluzione morale, ricerca, donne, diritto allo studio, mezzogiorno, green economy, impresa… Non si limita a dare la risposta facile ma “ragiona”. E’ evidentemente una spanna sopra gli altri.

IMU: si (leggera su 1° casa), no condoni; PATTO DI STABILITA’: allentamento graduato; RIFORMA FORNERO: da rivedere su e sodati e ammortizzatori sociali; PROMESSE: serietà e competenza; MARCHIONNE: se non investi guarderemo ad altre aziende; DIRITTI: unioni civili coppie gay con modello tedesco, non sa su adozioni, cittadinanza a figli di immigrati; ISTITUZIONI: bilanci partiti trasparenti, metà deputati e senatori, finanziamento pubblico, superare Province, rivedere società partecipate;

 Renzi: il format del programma è adatto alle sue doti comunicative. Riesce nell’impresa impossibile di attaccare D’Alema anche stasera. Per il resto pone l’accento sull’abolizione del finanziamento pubblico, invoca il finanziamento privato stile americano e propone investimenti per risolvere il problema burocrazia e corruzione. Esclude categoricamente un Governo con UDC, vorrebbe un Governo di soli 10 Ministri: 5 uomini e 5 donne (viene per questo prontamente attaccato da Tabacci che lo accusa di inesperienza). E’ il più a suo agio davanti allo schermo.

IMU: si e accordo con banche Svizzere; PATTO DI STABILITA’: si; RIFORMA FORNERO: bene innalzamento età pensionabile, male esodati, propone modello Ichino; PROMESSE: lotta clientelismo; MARCHIONNE: ti avevo creduto, hai tradito; DIRITTI: civil partnership per coppie gay, non sa su adozioni; ISTITUZIONI: metà deputati e senatori, finanziamento privato stile USA;

 Vendola: diciamo pure che le risposte flash non sono esattamente il suo forte. La sua serata è discreta: si esalta nel confronto ipotetico con Marchionne e sui diritti, ma talvolta è evanescente e richiamato alla puntualità delle risposte dal conduttore. Si smarca dagli altri per la condanna ferma all’austerity del Governo Monti e rilancia il modello Puglia con investimenti su green economy. Trova difficile, ma non esclude un Governo anche con UDC. Sa far sognare una parte dell’elettorato di sinistra e si definisce acchiappanuvole e amministratore, ma quando hai 1 minuto per rispondere è meglio essere solo un buon amministratore.

IMU: no per 1° casa e patrimoniale; PATTO DI STABILITA’: no; RIFORMA FORNERO: pessima, articolo 18 sacrosanto; PROMESSE: diritti e green economy; MARCHIONNE: non ti ho mai creduto, rispetta sentenze dei tribunali; DIRITTI: matrimonio per coppie gay, SI su adozioni; ISTITUZIONI: metà deputati e senatori, finanziamento pubblico;

And the winner is… : “il centro-sinistra”.

Tutti i giornalisti, tutti gli opinionisti, i falsi intellettuali, gli analisti di prestigiosi quotidiani internazionali, tutti quelli che sentirete gonfiarsi il petto andando ad analizzare ogni dettaglio della serata (a partire da chi si era vestito meglio a chi si sistemato meno volte l’orologio) ebbene proprio questi sono i classici habitué del bar. Diffidate amici miei, perché è stata una grande serata di confronto tra idee diverse ma che hanno contribuito a rendere ancora più forte ed unico vero protagonista del futuro politico di questo Paese un centro-sinistra coeso.

Proposte da bar

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Dopo i fatti di Bersani, le idee… che noi vogliamo il futuro, mica guardare al passato
 
Non siamo al bar, ma è lì che si parla e in quelle discussioni bisogna starci.
Per governare il paese servono idee approfondite per problemi complessi, ma per vincere servono messaggi chiari. Non dimentichiamoci che per 20 anni ha governato quello di “meno tasse per tutti”.
Caro Bersani, ecco 5 semplici proposte da diffondere al bar. Su cui prendere i voti dei 2 milioni che ti servono per vincere le primarie.

1. Basta notai, liberalizziamo

2. Più taxi per tutti

3. Autonomia fiscale ai comuni, niente trasferimenti dallo stato. I sindaci ci mettono la faccia.

4. Basta con le regioni e provincie a statuto speciale.

5. Accorpiamo polizia, carabinieri, guardia di finanza, guardia costiera, polizia provinciale, polizia penitenziaria.

Poi scrivi 100 pagine di programma complicate, ma qualcosa di semplice va detto. E, bada bene, tutte proposte che portano a minori costi…

Marco Surace, Capogruppo PD Sesto Fiorentino, uno da bar